Scen(at)e da un matrimonio
Marianne Gingrich, seconda moglie di Newt Gingrich, uno dei pochi rimasti a contendere lo scettro di candidato repubblicano alla Casa Bianca a Mitt Romney, ha sempre ispirato simpatia. Fu lasciata da Newt mentre giaceva gravemente malata in un letto di ospedale, mentre suo marito già se la spassava con Callista, la perfida Callista, quel mostro ingombrante che ha causato, l’estate scorsa, l’ammutinamento dell’intero staff elettorale di Gingrich.
7 AGO 20

Marianne Gingrich, seconda moglie di Newt Gingrich, uno dei pochi rimasti a contendere lo scettro di candidato repubblicano alla Casa Bianca a Mitt Romney, ha sempre ispirato simpatia. Fu lasciata da Newt mentre giaceva gravemente malata in un letto di ospedale, mentre suo marito già se la spassava con Callista, la perfida Callista, quel mostro ingombrante che ha causato, l’estate scorsa, l’ammutinamento dell’intero staff elettorale di Gingrich. Marianne la cornuta ammalata (peraltro se n’è sempre parlato come se fosse poi morta, in quel letto d’ospedale) contro la bionda rifatta Callista: non c’è mai stata gara. Poi Marianne s’è fatta intervistare e il tifo per lei è evaporato. E’ diventata una ex moglie come molte altre, rancorosa fuori tempo massimo: vent’anni dopo accusare il marito di averle imposto un “open marriage”, di non “avere personalità”, di aver pensato a Callista come “compagna di ticket presidenziale” è troppo anche per una signora che godeva di grande simpatia preventiva. E’ quel che sembra: un’operazione elettorale per sfasciare le già ridotte speranze di Newt Gingrich di vincere qualcosa oggi all’appuntamento della South Carolina.
E a giudicare dalle reazioni, l’operazione non è nemmeno riuscita: un articolo sul Daily Beast di Tina Brown (che con Gingrich non è mai stata tenera) raccoglieva le reazioni degli elettori dopo l’intervista di Marianne e il senso era: “So what?”. Si sapeva che Gingrich era un donnaiolo impenitente, anche un po’ sadico, poi irretito da una bionda ambiziosissima, eppure questo non gli ha impedito di avere grandi momenti di notorietà e consenso – coincidevano con una qualche buona idea politica, non con una moglie, un’ex moglie o una figlia con gli occhi spalancati che dice: “Papà oggi è un uomo diverso”. Lo stesso meccanismo era valso, prima di Gingrich, per Herman Cain, improbabile candidato repubblicano che non sapeva dove fosse la Libia né aveva mai sentito nominare il problema del ritorno dei rifugiati palestinesi, e che comunque si è dovuto ritirare dalla corsa quando le sue ex amanti hanno cominciato a parlare, moltiplicandosi, sempre più volgari nei dettagli degli incontri.
Newt Gingrich non è un candidato presidenziale per quello che pensa, non per quante donne e mogli ha avuto. E’ rassicurante sapere che Mitt Romney adora sua moglie e si ferma all’autogrill soltanto se lei dice che deve fare la pipì (i figli devono tenersela fino a destinazione) ma è più importante sapere se evade le tasse o no. Se tutta la morale pubblica si riduce alla moralità sessuale, i primi a risentirne sono gli elettori.
E a giudicare dalle reazioni, l’operazione non è nemmeno riuscita: un articolo sul Daily Beast di Tina Brown (che con Gingrich non è mai stata tenera) raccoglieva le reazioni degli elettori dopo l’intervista di Marianne e il senso era: “So what?”. Si sapeva che Gingrich era un donnaiolo impenitente, anche un po’ sadico, poi irretito da una bionda ambiziosissima, eppure questo non gli ha impedito di avere grandi momenti di notorietà e consenso – coincidevano con una qualche buona idea politica, non con una moglie, un’ex moglie o una figlia con gli occhi spalancati che dice: “Papà oggi è un uomo diverso”. Lo stesso meccanismo era valso, prima di Gingrich, per Herman Cain, improbabile candidato repubblicano che non sapeva dove fosse la Libia né aveva mai sentito nominare il problema del ritorno dei rifugiati palestinesi, e che comunque si è dovuto ritirare dalla corsa quando le sue ex amanti hanno cominciato a parlare, moltiplicandosi, sempre più volgari nei dettagli degli incontri.
Newt Gingrich non è un candidato presidenziale per quello che pensa, non per quante donne e mogli ha avuto. E’ rassicurante sapere che Mitt Romney adora sua moglie e si ferma all’autogrill soltanto se lei dice che deve fare la pipì (i figli devono tenersela fino a destinazione) ma è più importante sapere se evade le tasse o no. Se tutta la morale pubblica si riduce alla moralità sessuale, i primi a risentirne sono gli elettori.